Terra (LUNA) verso il fallimento?

Terra blocca di nuovo la sua blockchain

Arresto nel pomeriggio di ieri, poi ripresa, poi di nuovo il blocco senza che ci siano nuovi aggiornamenti. Parliamo della blockchain di Terra, che dopo misure d’emergenza che non hanno sortito granché effetti, sembrerebbe essere definitivamente morta, o comunque in una terapia intensiva dalla quale sarà difficile vederla uscire.

Dopo misure d’emergenza che hanno enormemente aumentato la base di circolante, sono infatti partiti altri problemi (vedi la governance), con un piano di quella che il gruppo ha definito la war room che avrebbe ormai bisogno di più di qualche miracolo per funzionare.

Fino a pochi giorni fa Terra veniva visto come uno dei progetti più promettenti, la blockchain 3.0 che teneva testa a Ethereum. 

Oltre al proprio token nativo, LUNA, uno dei principali punti di forza era rappresentato da UST, la stablecoin algoritmica che alimenta i protocolli DeFi.

Quello che poteva essere un vantaggio rispetto alle principali blockchain concorrenti si è trasformato in una catastrofe. 

Dopo che il settore crypto è entrato in una consistente fase bear, la prima anomalia si è vista nella forte discesa di LUNA, perdendo in 24 ore circa il 40% del proprio valore. 

Non esiste una causa precisa, ma quello che ha scatenato questo ‘black swan’ è stata una serie di eventi a catena. Una valanga di notizie negative da più fronti ha alimentato il panico generale degli investitori sul mercato. 

Il calo più significativo del prezzo è stato registrato il 9 maggio. Mentre tutto il mercato si apprestava ad una discesa sostenuta, per gli standard di volatilità del settore, LUNA perdeva più del 30%. Sfortunatamente, la cascata non era decisa ad arrestarsi. Continuano a registrarsi grandi volumi di vendita sul mercato e nel corso di questa giornata LUNA ha toccato un picco minimo di $0,83, molto lontana ormai dai $90 che la portavano ad essere tra la top 10 per market cap. 

Terra (LUNA) verso il fallimento?

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Secondo quanto riportato dai dati di DeFi Lama, il TVL bloccato negli smart contract dei protocolli DeFi sviluppati sulla blockchain Terra è sceso del 54% solo nelle ultime 24 ore. 

In meno di una settimana è stato registrato un crollo dell’86%passando da un TVL di $30 miliardi a quello attuale assestatosi per il momento sotto i $4 miliardi.

Una delle maggiori cause viene attribuita alle politiche di ricompense gestite da Anchor, il più grande protocollo di Lending & Borrowing dell’ecosistema Terra. Infatti, i livelli di APY da loro offerti arrivavano a toccare circa il 20%, un valore ritenuto da molti esagerato e poco credibile. 

Si sostiene che il loro modello era solo una propaganda per attirare investitori. Non è mai riuscito ad autosostenersi con i propri margini di interesse. DeFi significa innovazione degli strumenti già offerti dalla finanza tradizionale, che utilizza meccanismi a prova di secoli di storia. Gran parte delle ricompense dovute ai depositanti provenivano da fondi propri e non da una sana gestione che gli permetteva di generare un profitto adeguato. 

A tutto questo, gli utenti hanno risposto con una fuga dai principali protocolli. In meno di una settimana Anchor ha perso più del 75% del TVL, seguito da Lido, una piattaforma di staking, che ha subito un deprezzamento di oltre il 90%. 

Terra (LUNA) verso il fallimento?

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In prima linea corre al riparo Do Kwon, il fondatore di Terra, che cerca di calmare gli animi con una serie di tweet. Tra i più recenti e probabilmente di maggior rilievo è il seguente, un disperato tentativo di incoraggiare gli utenti a non abbandonare definitivamente l’ecosistema.

Banksy Bruciato

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