Anche il Vaticano entra nel mondo metaverse e NFT

Il vaticano

Il Vaticano approda nel Metaverso con una galleria NFT (Non Fungible Tokens) che renderà fruibili i capolavori della sua collezione. Lo scopo di questa iniziativa, infatti, non è commerciale, ma “esclusivamente sociale” – si legge in una nota. 

I Musei Vaticani rappresentano la più grande collezione d’arte al mondo, dall’antichità passando per il Medioevo, il Rinascimento fino all’età moderna e contemporanea, ma come viene spiegato gli NFT “possono anche includere biglietti e altri oggetti”. Attualmente non è, infatti, dato sapere quali opere saranno trasformate in token.

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La sua collezione di 800 opere d’arte – inclusi capolavori di Michelangelo e Raffaello, Kandinsky, Dalì, Chagall, Picasso e van Gogh – ma anche manoscritti, oggetti preziosi e reperti. Non sarebbe la prima dimostrazione di interesse nei confronti della tecnologia della Santa Sede, che alla sua prima Biennale d’Arte nel 2013 presentò la video-installazione sulla Genesi In Principio (e poi) con Studio Azzurro. Lo scopo di questo nuovo avvicinamento è giustificato, dicono, dalla volontà di valorizzare uno dei patrimoni museali più preziosi del mondo, quello dei Musei Vaticani, i cui tesori saranno riproposti in opere digitali collegate a Token dall’azienda Sensorium – che ha già realizzato esperienze immersive per grandi personalità dello spettacolo come David Guetta, Armin Van Buuren e Steve Aoki – che lavorerà gomito a gomito con Humanity 2.0, organizzazione non profit gestita dal Vaticano e presieduta da padre Philip Larrey.

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A realizzare il progetto sarà Sensorium, società specializzata nella tecnologia del metaverso, in collaborazione con Humanity 2.0, no profit controllata dal Vaticano e presieduta da padre Philip Larrey, della Pontificia Università Lateranense. 

Non vediamo l’ora di collaborare con Sensorium – ha affermato Padre Larrey –  per esplorare nuovi modi per democratizzare l’arte, rendendola ampiamente disponibile alle persone di tutto il mondo, indipendentemente dai loro limiti socio-economici e geografici”. 

La natura di questo progetto di Humanity 2.0 è esclusivamente sociale e non commerciale. Inoltre, gli NFT non devono necessariamente provenire da un’opera d’arte, ma possono anche includere biglietti e altri oggetti“.

La galleria sarà fruibile già a partire da quest’anno, tramite visori di realtà virtuale o più semplicemente comuni desktop. 

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Banksy Bruciato

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