Il CEO di Coinbase smentisce il rischio di bancarotta

Coinbase non è a rischio fallimento

Dopo l’annuncio da parte di Coinbase che in caso di fallimento, il giudice potrebbe rivalersi anche sui depositi degli utenti. E, a differenza di quanto succede con le banche tradizionali, non c’è nessuna salvaguardia. Coinbase tranquillizza gli utenti sulla sua salute, ma da aprile 2021 ha già perso l’80% del suo valore. Al crollo repentino delle cripto-valute corrisponde un altrettanto repentino crollo degli exchange, cioè quei siti che consentono, fra le altre cose, di creare un portafoglio di cripto-valute. In queste ore è sotto gli occhi di tutti il crollo di Coinbase, che ha chiuso la sua trimestrale con una perdita di 430 milioni di dollari e che vede il suo titolo al Nasdaq in caduta libera.

Coinbase smentisce il rischio di bancarotta

Coinbase smentisce il rischio di bancarotta

Il CEO tranquillizza gli utenti con questo tweet

Secondo quanto dichiarato dall’uomo su Twitter, Coinbase non rischia il fallimento, e la comunicazione fatta agli utenti è solo un obbligo imposto dalla SEC. Ma la situazione estremamente volatile delle cripto-valute sembra rendere questo pericolo sempre più concreto.

L’exchange di criptovalute statunitense ha registrato un calo del 35% delle entrate totali a 1,17 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2022. Gli analisti, secondo dati Refinitiv, si aspettavano 1,48 miliardi di dollari. I volumi di scambio sono scesi a 309 miliardi di dollari dai 335 miliardi di dollari dell’anno precedente. Il trading retail ha visto i volumi diminuire del 38% a 74 miliardi di dollari, mentre il segmento istituzionale è cresciuto del 9% a 235 miliardi di dollari. La perdita netta attribuibile agli azionisti è stata di 429,7 milioni di dollari, o 1,98 dollari per azione, rispetto all’utile netto di 387,7 milioni di dollari, o 3,05 dollari per azione, dell’anno precedente.

Oltre che risultati sotto le attese, a preoccupare gli investitori è stata la comunicazione alla Securities and Exchange Commission (SEC) che, in caso di fallimento della società, le criptovalute detenute dall’exchange potrebbero essere considerate proprietà della procedura fallimentare e i clienti potrebbero essere tra gli ultimi a essere pagati.

Non abbiamo alcun rischio di bancarotta“, ha scritto Twitter il CEO Brian Armstrong dopo la divulgazione del documento, che secondo lui è stato diffuso solo per soddisfare i requisiti della SEC. Ha affermato che è improbabile che “un tribunale decida di considerare i beni dei clienti come parte della società in una procedura fallimentare”, anche se ha affermato che è ancora possibile. “Avremmo dovuto aggiornare i nostri termini di vendita al dettaglio prima e non abbiamo comunicato in modo proattivo quando è stata aggiunta questa divulgazione del rischio – ha aggiunto – Le mie più profonde scuse“.

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Banksy Bruciato

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