Il 25% del codice di Google è generato da IA

Negli ultimi tempi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) nello sviluppo di software ha raggiunto livelli impressionanti, e Google ne è una testimonianza: Sundar Pichai, CEO dell’azienda, ha rivelato che oltre il 25% del nuovo codice dell’ecosistema di Google è generato da AI. Questo codice, sebbene prodotto automaticamente, è poi supervisionato e accettato dai programmatori umani per assicurare qualità ed efficienza, contribuendo a un sensibile miglioramento della produttività complessiva. Google ha sviluppato un modello AI interno, noto come “Goose“, che attinge a oltre 25 anni di conoscenza ingegneristica interna, aiutando gli sviluppatori con compiti di codifica e sviluppo dei prodotti.

Google

E non pensiate che sia un fenomeno isolato: una recente indagine di GitHub ha mostrato che il 92% degli sviluppatori statunitensi usa già strumenti di AI per la programmazione, e un sondaggio di Stack Overflow riporta che il 75% dei professionisti del settore intende implementare tali strumenti. 

L’integrazione dell’AI nelle attività di codifica comporta però un cambiamento  nel ruolo degli sviluppatori, che si trovano a dover supervisionare e correggere l’output generato. Mentre l’AI riduce il carico di lavoro umano per compiti di routine, pone anche delle sfide, poiché errori e criticità richiedono un intervento umano qualificato per essere risolti. In risposta, molte aziende puntano su candidati con competenze in AI, mostrando una preferenza per professionisti con queste abilità anche rispetto a profili più esperti ma meno aggiornati.

L’AI sta dunque cambiando il panorama delle professioni tecnologiche, con una riduzione della domanda di figure entry-level tradizionali e un focus crescente su competenze avanzate che combinano codifica e gestione di strumenti AI.

Source: wired.it, forbes, engadget

Banksy Bruciato

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