GameStop si ritira dal mercato degli NFT: Per quale motivo?

GameStop, il rivenditore di videogiochi statunitense, ha annunciato la chiusura del suo marketplace NFT. La piattaforma, lanciata nell’ormai lontano 2022, cesserà la sua attività il prossimo 2 febbraio 2024.

Si può trovare scritto nell’annuncio che si trova nel marketplace Ufficiale, che la decisione è stata motivata dall’incertezza normativa che caratterizza il settore delle crypto e dei NFT. GameStop ha inoltre dichiarato  ai consumatori: “I vostri NFT sono sulla blockchain e rimarranno accessibili e vendibili attraverso altre piattaforme.”

I contenuti degli NFT, come immagini, video e musica, rimarranno accessibili anche dopo la chiusura del marketplace.

La chiusura del marketplace NFT di GameStop non è  imputabile solo al fatto che il settore delle criptovalute e degli NFT ha attraversato un momento di difficoltà.

La volatilità dei prezzi, l’incertezza normativa e le truffe non rappresentano certo una novità, tantomeno la totalità del  Web 3.0.

Ecco perchè vedere una azienda del calibro di Gamestop scivolare in distrazioni marketing è un peccato ed una occasione sprecata visto l’ampia accessibilità ad altri brand molto famosi e tradizionali già predisposti al mondo dei collectibles digitali, un esempio potrebbe essere stata una azienda Nintendo che con IP come Super Mario, si sarebbe potuta prestare benissimo a collectibles di vari versioni e rarità.

Infatti, altri Marketplace sono riusciti ad intricarsi e soprattutto a distinguersi nel mondo dei collectibles NFT(e non per forza con utility correlate ai token).
Veve rappresenta uno di questi esempi:

Veve è il marketplace NFT sviluppato da Ecomi, la società che nel 2022 ha creato l’omonimo wallet crypto e che ha anche inventato la criptovaluta OMI.

Ciò che ha permesso al marketplace di sopravvivere, evolvere e soprattutto rendersi unico, sono state le loro numerose partnership con i principali licenziatari nel tradizionale mercato degli oggetti da collezione, tra cui: Warner Brothers, Capcom, CBS, Cartoon Network, Marvel e molto altro ancora.

Anche Gamestop aveva in precedenza attuato partnership come ad esempio quella con FTX (che come sappiamo non è finito benissimo) e quella con Immutable, che per quanto sia una delle piattaforme “leader” dei NFT, tanto da collaborare con aziende come Ubisoft, non rappresenta una calamita potente per gli utenti o clienti di Gamestop in quanto non è molto conosciuta al di fuori del mondo Web 3.0

In sintesi Gamestop, come tante altre aziende d’altronde, aveva tutte le carte in regola per poter sviluppare ed evolvere il suo marketplace. Quindi additare l’andamento o il regolamento del mercato come unica causa del fallimento del progetto si può definire una pratica decisamente discutibile.

Gamestop

Source: multiplayer.it, magazine.windtre.it, gamesurf.it

Banksy Bruciato

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