Esplorando il Futuro della Blockchain, dei NFT e dell’Intelligenza Artificiale con Diego De Simone

In questa intervista esclusiva, Diego De Simone, esperto nel campo delle nuove tecnologie e autore di “Siamo Tutti Non Fungibili“, condivide prospettive sulle potenzialità e le sfide di queste innovazioni, offrendo uno sguardo sulle opportunità che plasmeranno il nostro mondo nei prossimi anni:

1- Dal momento che hai scritto “Siamo Tutti Non Fungibili”, vorrei iniziare chiedendoti qual è stata la tua principale fonte di ispirazione per questo libro e cosa ti ha spinto a esplorare il concetto di non-fungibilità.

Ho scoperto Bitcoin nel 2014 e sono rimasto affascinato dalle sue potenzialità di democratizzazione economica. Successivamente, ho approfondito il mondo della blockchain e delle DLT, lavorando su vari progetti nel fintech e nelle industrie con la mia precedente società. Mi sono reso conto che la blockchain può migliorare notevolmente i processi aziendali, anche se in alcuni casi viene usata più per marketing che per reale utilità. Quando ho conosciuto gli NFT, ho visto in essi un’applicazione della blockchain davvero utile per i consumatori finali, permettendo per la prima volta di certificare la proprietà di file digitali. Ho deciso di scrivere il libro insieme a Eugenio perché in Italia ad inizio 2022 non c’erano libri sugli NFT. Il titolo “Siamo Tutti Non Fungibili” è nato ispirato dal libro “Siamo Tutti Boris” che stavo leggendo il quel momento, legato alla serie TV cult. Volevo un titolo che spiegasse in modo semplice la non-fungibilità. Un grande contributo mi è arrivato in particolare da Keir Finlow-Bates e Gary Vaynerchuk.

2 – L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo in cui viviamo, come vari report recenti testimoniano. Come pensi che l’IA influenzerà il concetto di non-fungibilità nel futuro?

Credo che l’IA avrà un significativo impatto sugli NFT, velocizzando la tracciabilità e quindi l’autenticità degli asset digitali. Grazie all’IA, sarà possibile analizzare grandi volumi di dati per identificare pattern e anomalie, rendendo più difficile scam, schemi “pump and dump” e furti. Inoltre, l’IA può aiutare nella creazione di NFT dinamici e interattivi, in cui l’opera d’arte o il contenuto digitale evolve nel tempo in base a vari input. Questo aumenterà il valore e l’unicità di tali asset, offrendo nuove opportunità per artisti e creatori.

3- Secondo te quali sono i casi d’uso, futuri e non, più promettenti per i NFT?

I casi d’uso sono quelli che abbiamo immaginato e descritto nel libro: gaming, arte digitale, utilizzo nei metaversi e utilizzo come biglietto di accesso negli eventi. Un altro settore emergente (ma che esiste da anni) è quello immobiliare, in cui gli NFT possono rappresentare proprietà fisiche o digitali, facilitando le transazioni e la gestione dei diritti di proprietà.
Inoltre, gli NFT potrebbero rivoluzionare il settore della musica e dell’intrattenimento, consentendo una distribuzione più equa dei ricavi tra artisti e creatori. Abbiamo già diversi casi in tutti questi settori, da tempo.
I problemi principali per una maggiore diffusione penso siano due: l’usabilità e le frodi.
Sull’usabilità è ancora difficile per un utente accedere e gestire un wallet. Non penso sia più difficile dell’apertura e gestione dello SPID, ma mentalmente è diverso, sono cambiamenti di abitudini che nella storia del digitale sono riusciti a fare solo alcune multinazionali

Per quanto riguarda le frodi, purtroppo inutile nascondersi, ancora oggi molte frodi avvengono tramite NFT e quasi la totalità dei riscatti richiesti con i cybercrime avvengono con le criptovalute. Le frodi avvenute nel 2023, da FTX a tante altre, unite all’eco mediatico spinto spesso da giornalisti ignoranti sul tema ha spinto molti consumatori a diffidare del mondo web3, nonostante invece sia pieno di progetti NFT stupendi e spero in una crescita dell’utilizzo delle criptovalute, Bitcoin in particolare.

4- Come vedi l’evoluzione dell’identità digitale? Vedi il possibile coinvolgimento dell’IA e dei NFT anche nel breve periodo?

La tecnologia per lavorare sull’identità digitale c’è già da anni. Esistono aziende che dal 2015 ci lavorano. L’unico modo penso sia continuare a fare cultura e lobbying verso chi prende le decisioni, per far capire quanto le tecnologie del web3. Sui tempi non mi sbilancio. Pensavo che gli NFT avrebbero avuto una diffusione molto più veloce, ma le frodi e la cattiva pubblicità penso abbiano frenato molto tutto il mercato.  

Diego De Simone - Siamo Tutti Non Fungibili

5- Secondo te, quanto le persone ad oggi sono consapevoli della rivoluzione digitale in corso e del suo impatto futuro?

Intanto non penso sia una rivoluzione digitale, ma culturale. Come tutti i cambiamenti repentini sono difficili da recepire perché all’uomo non piace cambiare. O siamo costretti, come nel caso delle pandemie, oppure aspettiamo e rimandiamo il cambiamento il più possibile. 

6- Quali passi pensi che dovrebbero essere intrapresi a livello globale per stabilire norme e pratiche standard per il mercato degli NFT?

E’ fondamentale avere un quadro normativo chiaro, semplice e uniforme oltre che migliorare le pratiche di AML a livello globale per garantire che chi effettua frodi con le criptovalute o con gli NFT venga rintracciato più velocemente. Sappiamo che è molto più tracciabile la blockchain e quindi le criptovalute e gli NFT di qualsiasi altra valuta FIAT, ma troppo spesso nascono centri di riciclaggio di cripto che permettono a chi effettua furti di aggirare le regole

7- Hai avuto l’opportunità di esporre o collaborare con altre personalità o istituzioni di recente? Ci puoi raccontare un po’ di queste esperienze?

Sto lavorando sia con aziende che istituzioni in questo ambito. I problemi sono sempre gli stessi, l’ignoranza per quanto riguarda la tecnologie per le istituzioni e quindi la paura di perdere il controllo o capire cosa potrà succedere. Lato aziende, ci sono tantissimi progetti interessanti, rimane da capire il mercato.
Il mese scorso ho fatto formazione sull’IA a diverse aziende della Lombardia, mi ha colpito da un lato l’interesse per il tema, e poi l’immediata applicazione che hanno potuto vedere i partecipanti. Un imprenditore il giorno dopo mi ha scritto perchè con l’IA era riuscito a formulare un preventivo complesso in pochi minuti invece che in più di un’ora ed aveva avuto già l’ok del cliente

8- Quale impatto pensi che gli sviluppi dell’intelligenza artificiale e negli NFT avranno sulla società nel prossimo decennio. Quali sono le principali sfide e opportunità che ci aspettiamo?

Inclusione finanziaria, nuovi modelli di business e una democratizzazione della creatività e della proprietà intellettuale.
Stanno nascendo soluzioni da un lato per migliorare l’usabilità e gestione degli NFT e dall’altra oltre a tante soluzioni di IA, anche tante soluzioni che cercano di scoprire cosa viene generato dall’IA e cosa dall’uomo. Penso che il diritto di conoscere se un qualsiasi testo, immagine o video venga generato dall’IA o dall’uomo sia un diritto importante che crescerà prossimamente.
I rischi maggiori sono come dicevamo prima la regolamentazione e la sicurezza. Motivo per cui diventa sempre più importante riuscire ad investire su tecnologie di stato, oltre che a tecnologie diffuse come la blockchain. Aumentare la formazione e la cultura in questi nuovi ambiti anche per garantire che i benefici dell’innovazione tecnologica siano equamente distribuiti e accessibili a tutti.
A Singapore ad esempio c’è un progetto di legge per rendere la formazione sull’IA agli over 40 completamente gratuita. Proprio per fare in modo che i lavoratori che sono sul mercato da più tempo, riescano a restare aggiornati. E’ incredibile che lo faccia un paese come Singapore dove già la digitalizzazione è molto avanzata, e non lo facciano altri paesi.

9- Hai un progetto su cui stai attualmente lavorando? Ci puoi dare un’anteprima o condividerne alcuni dettagli in esclusiva?

Ho un progetto che porto avanti da tempo con Fattor Comune, che riguarda più l’inclusione e la collaborazione tra giovani e adulti, per stimolare i ragazzi all’imprenditorialità. Anche attraverso le nuove tecnologie. Osservando da vicino i giovani, ragazzi tra i 15 e 18 anni in particolare mi accorgo ancora di più delle tendenze. Organizzo da anni hackathon con i ragazzi e mentre l’anno scorso su 9 progetti, due avevano individuato la blockchain e gli NFT come possibili soluzioni di mercato, quest’anno ovviamente sono molto concentrati sull’IA.
Parallelamente sto lavorando ad altri progetti, ma sono ancora in fase embrionale. Collaboro con diverse aziende per supportare la trasformazione digitale e per fortuna c’è molto da fare. 

10- Infine, guardando al futuro, quali sono le tue ambizioni o i tuoi obiettivi a breve e lungo termine?

La mia ambizione più grande è quella di lasciare a mio figlio un mondo migliore di quello che ho trovato io. Non è semplice. A volte è più utile farlo anche con piccoli gesti. Poi oltre che far crescere Fattor Comune (stiamo per lanciare un PodCast dal titolo “Abbiamo Sempre Fatto Così” in cui intervistiamo persone che parlano di “Storie di Cambiamento”), mi piace portare il mio contributo per la crescita della cultura dell’innovazione, sia con formazione mirata che in altri modi. Sto ragionando sul come mettere le tecnologie come IA e blockchain a disposizione dell’uomo per migliorare e innovare processi e servizi, in un verticale specifico. 

Diego De Simone
Banksy Bruciato

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