Blockchain: Rivoluzione sociale prima che Tecnologica

La blockchain è una di quelle tecnologie che stuzzica sempre la curiosità di chi la incontra per la prima volta.

Immaginarne il potenziale, sognare una pervasiva trasparenza e incorruttibilità dei sistemi sociali, aziendali e istituzionali, suscita un certo fascino in ognuno di noi.

Questa è stata anche la mia prima impressione quando, ormai più di un decennio fa, ho sentito parlare per la prima volta di “minatori” digitali che estraggono “oro” in bit e lo trasformano in valuta a corso legale.

La magia che c’è dietro è fatta di sinergie tra tecnologie differenti, in sé nemmeno tanto innovative, fatte convergere in maniera raffinata e coadiuvate da algoritmi di consenso e logica open source, al fine di realizzare una cosa che non si era mai vista prima, il superamento del concetto di fiducia! Ovvio che su tali basi possiamo parlare di evoluzione sociale più che tecnologica, ed è questo il motivo per il quale ancora oggi la blockchain può definirsi in uno stato di “metabolizzazione sociale”.

Negli anni successi a quel 2008 in cui Satoshi Nakamoto dichiarò al mondo il suo whitepaper, la blockchain è stata stupore, clamore, hype, sperimentazione e disincanto. Subito dopo, sono seguite evoluzioni tecnologiche, nuove piattaforme blockchain dedicate a specifiche esigenze: innovativi modelli di business, truffe, regolamentazioni ad hoc e fenomeni sociali che hanno impattato sull’arte, sui sensori loT ma anche sul trading e sul gaming. A che punto siamo oggi con questa tecnologia? Per quello che mi ha riguardato, la blockchain ha dato un senso nuovo all’impiego della tecnologia nel settore del business. Con la nostra azienda ADAMANTIC, sviluppiamo ormai da diversi anni soluzioni innovative basate su blockchain e le implementiamo in tutte le sue forme e per tutti i modelli di business che ci vengono commissionati dal mercato. Questo ha contribuito a darmi elementi importanti per analizzare una possibile risposta alla domanda.

A che punto siamo?

Gartner direbbe forse che siamo nella fase di presa di coscienza della tecnologia, ossia appena sopra il picco negativo della Curva dell’Hype (o Hype Cycle) in attesa di una stabilizzazione del mercato. In sostanza a mio avviso siamo nella condizione di aver effettivamente dimostrato al mondo cosa si può fare e cosa non si può fare con la blockchain e siamo in attesa che il mondo reagisca e ci dica cosa effettivamente vuole farne, o meglio cosa è pronto a farne ipotizzando anche un approccio per gradi.
In questi anni il nostro lavoro da “pionieri” ci ha permesso di perfezionare gli algoritmi, svilupparne di nuovi e verticalizzare le funzionalità, ma farlo attraverso uno strumento che mette in trasparenza interessi e abilità il dialogo tra pari negli attori coinvolti, ci ha dato elementi per affinare anche la comprensione del contesto sociale e le reali aspirazioni dei vari business model che abbiamo affrontato. Ci siamo quindi resi conto in questi anni che non stiamo portando avanti una semplice innovazione tecnologica – come può esserlo uno strumento che consente di fare meglio o più rapidamente la stessa cosa che facevo prima – ma una “rivoluzione completa” che porta a rivedere l’intera esigenza e ci propone nuove prospettive per risolverla o addirittura per annullarla completamente

Solo per fare un esempio stiamo già innovando il trattamento dei dati anagrafici del cittadino predisponendo card digitali con all’interno le informazioni provenienti dai Comuni di residenza (o da altri Organi Centralizzati) e potremmo ulteriormente velocizzare e semplificare la verifica dando ai Comuni le variazioni in tempi sempre più rapidi in modo che possano aggiornare i sistemi centrali, oppure potremmo utilizzare la blockchain per evitare il punto di centralità e gestire i nostri dati anagrafici direttamente nel nostro “wallet” senza necessità di livelli gerarchici superiori che li certifichino, (progetto di Self-sovereign identities, attualmente all’attenzione della Comunità Europea).
In questo senso reputo personalmente la blockchain non tanto una innovazione quanto una evoluzione completa dei flussi a cui viene applicata.
Questo è lo stato dell’arte in cui siamo oggi, da una parte abbiamo una tecnologia ancora non del tutto matura, in via di evoluzione per risultare ancora meno “energivora”, sicuramente più performante, sempre meno legata ai costi derivanti dal trading delle criptovalute ed auspicabilmente sempre più semplice da implementare e da utilizzare.

Dall’altra parte riscontriamo però anche una mancanza di maturità da parte della Società civile, (intendendo in essa i cittadini ma anche i comparti industriale, politico ed istituzionale), che davanti ai bivi evolutivi che lo strumento propone non ha ancora la necessaria consapevolezza per poter prendere decisioni chiare. Va notato che soprattutto la Pubblica Amministrazione avrebbe da guadagnarne, enormemente, in termini di lotta alla burocrazia e con essa alle lungaggini di tempo, alle inefficienze economiche, alla mancanza di trasparenza delle procedure etc. etc.
Implementare un flusso in tecnologia blockchain (realmente intendo), porta a considerazioni importanti e per la maggior parte non sul piano puramente tecnologico. Vanno in genere riconsiderati ruoli e attività degli attuali attori e soprattutto va valutato lo scenario, che originariamente è quasi sempre di tipo gerarchico, che diventa di “pari tra pari”. E’ comprensibile che occorra del tempo per metabolizzare gli impatti e riorganizzare i ruoli. Oggi abbiamo forse capito di che si tratta, ora dobbiamo cominciare, per gradi, a usare lo strumento ed evolverci; attività a mio avviso già in atto ma con una certa comprensibile ma estenuante lentezza.

Pierpaolo Foderà

Pierpaolo Foderà

CEO e Co-Founder ADAMANTIC Blockchain & IoT Solutions. Membro del Consiglio Nazionale presso Italia4Blockchain e membro dell’ Associazione Blockchain Italia. Docente presso il “Master Lab in Blockchain Technology & Management”. Ha maturato una carriera nel settore dell’information technology con responsabilità crescenti fino alla fondazione di ADAMANTIC con l’obiettivo di diffondere le tecnologie innovative come la blockchain quali strumento di evoluzione nei settori B2B e B2B2C. Attivamente impegnato nell’analisi e realizzazione di innovativi modelli di business e nella divulgazione delle tecnologie del web 3.0
Banksy Bruciato

Grazie per aver letto il nostro Articolo!

Clicca sull' icona per tornare alla home page